Messe gregoriane ,istituite da San Gregorio Magno ,le messe gregoriane sono la celebrazione ininterrotta di 30 messe consecutive per liberare le anime dal carcere del purgatorio.Tutto sulle messe gregoriane....

 

 

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LE SS. MESSE GREGORIANE

 

Tutti ne hanno sentito parlare!

. Si tratta della celebrazione ininterrotta di trenta SS. Messe a suffragio di un'Anima del Purgatorio.

La pia pratica è nata così.

Un monaco del Convento di S. Gregorio Magno aveva accettato, senza il consenso del superiore, tre scudi d'oro da un suo beneficato: mancanza gravissima contro il voto di povertà, professato dai monaci, per la quale era incorso nella pena di scomunica.

Essendo il monaco deceduto poco tempo dopo, S. Gregorio, per dare una lezione esemplare a tutta la Comunità monastica, non solo continuò a lasciarlo nella scomunica, ma lo fece seppellire fuori del Cimitero comune, gettando nella sua fossa i tre scudi d'oro. Qualche tempo dopo, preso da compassione, il Santo chiamò l'economo del monastero e gli disse: «Il nostro confratello è tormentato dalle pene del Purgatorio: incomincia subito per lui la celebrazione di trenta SS. Messe, senza interromperla».

Il monaco ubbidì; ma, per le troppe occupazioni, non pensò a contare i giorni. Una notte, gli apparve il monaco defunto e gli disse che se ne andava al Cielo, libero dalle sue pene. Si contò allora il numero delle SS. Messe celebrate in suo suffragio e si trovò che erano precisamente trenta. D'allora invalse l'uso di far celebrare trenta SS. Messe per i Defunti, dette appunto Gregoriane dal nome di S. Gregorio: uso che è tuttora in vigore nei monasteri benedettini e trappisti e che Dio con molte rivelazioni ha fatto conoscere essergli molto gradito (Dialoghi, IV, 10). Si può qui rispondere ad una critica facile a sentirsi: «Vedi, si dice, basta avere del denaro e te la cavi anche nell'altra vita. Certa gente fa di qua ciò che vuole e poi, con la celebrazione di Messe, si compra anche il Paradiso». Sentite cosa risponde un'Anima del Purgatorio: «Delle preghiere della terra, in Purgatorio si riceve solo quel tanto che Dio vuole che ciascun'anima riceva secondo le disposizioni meritate. E' un nuovo dolore aggiunto agli altri per queste povere Anime: il vedere cioè che le preghiere che si fanno per la loro liberazione, vengono applicate a chi ne è più degno. «Il sollievo di ciascun'anima dalle pene è proporzionato al suo merito. Le une ricevono di più, le altre di meno. «La Madre I. non ha avuto alcun beneficio dalle SS. Messe fatte celebrare in suo suffragio. Le religiose non hanno alcun diritto di disporre dei loro beni: ciò è contro la Povertà». (Manoscritto del Purgatorio).

Per far celebrare le sante messe gregoriane per i vostri cari defunti rivolgersi al Santuario della Divina Misericordia Via dei Penitenzieri 12 00193 Roma Tel: 06 6879310.

Sesso nel matrimonio cattolico , tutto e' lecito? Un sacerdote risponde alle domande hot

 

PREGHIERE PER LE POVERE ANIME

PRESENTAZIONE

Con l’andazzo che da qualche tempo ha preso piede in larghi strati della comunità cristiana, a causa dei "nuovi teologi" e di cattivi pastori d'anime, sono molte le verità che ne hanno fatto le spese, o perché sono state negate o perché sono state e sono tuttora taciute.

Una di queste verità e quella che ci parla dell'esistenza del purgatorio. C'è chi nega che il purgatorio esista e c'è chi, pur credendoci, non ne parla mai o quasi mai.

E così, viene a mancare il presupposto per una delle dimen­sioni irrinunciabili della carità: quella verso le anime che, tro­vandosi in stato di purificazione e quindi di dolore, sono ancora in attesa del paradiso e bisognose di aiuto.

La carità a cui il Signore ci chiama con tanta insistenza non conosce confini, neanche quelli che separano questa vita dall'al­dilà. Anche le anime del purgatorio sono nostro prossi­mo e per molte ragioni. Non ci è lecito perciò dimenti­carle nelle loro sofferenze.

Preghiera, penitenza e opere di carità sono tre modi concreti di dare aiuto alle anime di questi nostri fratelli che hanno già lasciato la vita terrena, ma non ancora ottenuto la vita eterna.

La Chiesa, fedele al mandato del suo Signore, conosce e pra­tica la carità verso le anime del purgatorio.

È per questo che in ogni Messa che viene celebrata ricorda al suo Dio oltre ai vivi anche i defunti e chiede misericordia per loro. Ed è per questo che nel corso dei secoli, tra le altre pre­ghiere tradizionali che ha insegnato ai suoi figli, ha inserito an­che "L'eterno riposo..." una preghiera breve, facile e accessi­bile a tutti, anche ai bambini.

E per questo che ha fissato un giorno, il 2 novembre, per ce­lebrare la commemorazione di tutti i defunti. Ed è per questo che dà la possibilità ai vivi di ottenere, a certe condizio­ni, delle indulgenze anche per i defunti.

La Chiesa, che è Madre, non può dimenticarsi di nessuno dei suoi figli: prega e onora i suoi figli migliori, quelli che già si trovano nella gloria del paradiso; prega per i suoi figli che sono ancora sulla terra e li ammaestra con la verità, li guida con le sue decisioni e li santifica con i suoi Sacramenti.

E infine prega e presenta al Padre i meriti guada­gnati dal Sangue di Cristo per quei suoi figli che stan­no ancora scontando in purgatorio le conseguenze dei loro peccati. Se non pregasse anche per loro, la Chiesa sareb­be matrigna e non più madre.

Un giorno gli Apostoli chiesero al Signore: "Sono molti quelli che si salveranno?". Gesù non ha risposto fornendo il numero dei salvati, ma dicendoci che sono molti a camminare su strade pericolose che portano verso la perdizione.

E tra coloro che si salveranno, sono molti quelli che andran­no direttamente in Paradiso? Anche su questo non abbiamo ri­sposte certe, ma lasciano molto pensare le parole di Santa Te­resa d’Avila: "Di tante anime elette da me conosciute in vita, ne ho viste tre soltanto volare direttamente al Cie­lo senza passare per il purgatorio".

Se si pensa al gran numero di visioni che Santa Teresa ebbe sul purgatorio durante la sua vita e alla quantità di anime san­te che fiorivano allora nella Chiesa di Dio, questa sua testimo­nianza non può non farci riflettere.

Aiutando le anime di questi nostri fratelli assetati di Dio e della gioia che viene da Lui, attiriamo su noi stessi una più grande benevolenza da parte del Signore.

Scopo di questo libretto, che mi auguro venga largamente diffuso, è quello di risvegliare l'attenzione su queste verità oggi poco considerate, stimolare chi lo legge a dar più consistenza, più calore, più continuità alla preghiera per le povere anime del purgatorio, e rendere più viva la nostra speranza del paradiso.

Don Enzo Boninsegna

 

UN PO' DI CATECHESI SUL PURGATORIO

 

PERCHÉ PREGARE PER LE ANIME DEL PURGATORIO

Chi di noi non si porta nel cuore il confortante e doloroso ricordo di qualche defunto? Persone a noi care con cui abbiamo condiviso gioie e dolori, fatiche e speranze per pochi (talvolta troppo pochi) o molti anni della vita.

Con la loro morte è totalmente finito il nostro rapporto di amore? Di quel legame di affetto che ci univa ed era fonte di gioia non resta più nulla? Solo il ricordo...? Sarebbe troppo poco, perché i ricordi non solo non bastano a rasserenare il cuore, ma riaprono la ferita e riacutizzano la nostalgia di una presenza che non c'è più.

Che cosa resta dunque di questo legame di amore con i nostri cari defunti che si trovano in stato di purificazione? Lo domandia­mo alla nostra ragione... ma, avvolta come dalla nebbia, la ragio­ne non sa darci risposte. Lo domandiamo al nostro cuore... ma anche il cuore non sa che dirci: riesce solo a soffrire. Lo doman­diamo allora alla fede... e la fede ci risponde: l'amore tra i vivi e i defunti è possibile, è vantaggioso ed è un preciso dovere per tutti.

È possibile... perché la morte non ha cancellato i nostri cari dalla vita, li ha solo trasferiti in una dimensione diversa a noi ancora sconosciuta. II legame di amore tra noi che siamo vivi e i defunti ha perso solo la visibilità, la vicinanza fisica, la possibilità di un contatto diretto e sensibile, ma può e deve sopravvivere per il bene loro e nostro.

È vantaggioso... per loro (se non sono ancora nella piena co­munione con Dio) e... per noi, che siamo ancora in cammino in mezzo ai mille pericoli della vita. I defunti non dannati sicuramente pregano per noi e noi possiamo pregare per loro. Due mondi lonta­ni si incontrano, si parlano e si aiutano in Dio.

Noi cattolici crediamo nella “comunione dei santi” cioè nell'in­terscambio delle ricchezze spirituali tra la terra, il Cielo e il purgato­rio: il Cielo può aiutare noi e le anime del purgatorio, queste possono aiutare noi e noi possiamo aiutare loro.

È doveroso... pregare, perché hanno bisogno dei nostro aiuto. La settima opera di misericordia spirituale ci comanda infatti di “pregare Dio per i vivi e per i morti”.

 

DIO GRADISCE IL SUFFRAGIO PER I DEFUNTI

La prima testimonianza che Dio gradisce la preghiera e ogni sa­crificio che gli viene offerto a vantaggio dei defunti la troviamo nella Bibbia, nel secondo Libro dei Maccabei.

Giuda, l'eroe che coordinava la difesa degli ebrei contro i nemici pagani che occupavano la loro terra, avendo scoperto che i soldati caduti in battaglia il giorno prima avevano peccato di idolatria, "fatta una colletta, per circa duemila dramme d'argento, le inviò a Geru­salemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio, compiendo così un'azione molto nobile e buona, suggerita dal pensiero della risurrezione... la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fosse­ro assolti dal peccato" (2Mac 12, 43-45). E prima dei sacrificio "ricorsero alla preghiera, supplicando che il peccato commes­so fosse pienamente perdonato" (2Mac 12, 42).

Sulla preghiera e sul sacrificio che Giuda e il suo popolo hanno offerto per ottenere il perdono ai loro caduti, Dio esprime la sua piena approvazione: la giudica infatti "un'azione molto nobile e buona... una considerazione santa e devota".

Per quale motivo Dio permette che le nostre preghiere e le no­stre opere buone vadano immediatamente a beneficio delle povere anime? Per la loro gioia e per la gioia sua.

È perché, amandole di un amore infinito, vuole che godano al più presto la gioia di possederlo, per cui sono state create, e perché attende con infinito desiderio, quasi con impazienza, di poter stringere al suo Cuore di Padre queste anime, create a sua immagine e somiglianza e redente dal Sangue di Gesù.

 

ANIME TROPPO DIMENTICATE

Nel nostro tempo l'attenzione degli uomini, anche di troppi cri­stiani, è quasi del tutto rivolta all'al di qua; all'aldilà ci si pensa so­lo quando la morte di una persona cara ci inchioda davanti alla realtà dell'altra vita, ma anche allora spesso lo si fa con un certo fastidio, il meno possibile e in modo confuso e quindi... con poco frutto!

È dovere di ogni cristiano pensare all'altra vita per essere sem­pre pronto all'incontro con Cristo Giudice. Ed è gravissimo dovere dei sacerdoti ricordare ai fedeli molto spesso e con forza, come facevano Gesù e gli Apostoli, questa fondamentale realtà. E questo sia perché è in gioco la loro salvezza eterna e sia perché, col loro suffragio, possano offrire un aiuto alle anime dei purgatorio.

Ma purtroppo oggi molti sacerdoti non parlano mai di queste ve­rità e alcuni tra i pochi che lo fanno usano quasi sempre termini fin troppo sfumati (e talvolta equivoci) che rendono impossibile a! fedeli percepire la gravità della posta in gioco.

E dovrebbero parlarne con convinzione anche i genitori e i ca­techisti, certamente di più di quanto non facciano ora. E anche i semplici cristiani non dovrebbero aver timore di far entrare qual­che volta nei loro discorsi l'argomento della vita eterna.

Scrive la mistica tedesca Anna Caterina Emmerich:

"È triste che si venga così poco in aiuto della povere anime! Ogni opera buona, ogni elemosina, ogni sofferenza offerta per loro produce immediatamente il suo effetto, ed esse ne gioi­scono come una persona sfinita alla quale venga offerta una bevanda rinfrescante."

Aiutiamole dunque!

Ma anche cerchiamo il loro aiuto. Ricorriamo alle povere anime del purgatorio quando abbiamo bisogno di qualche grazia. In cam­bio, offriamo per loro qualche sacrificio e preghiamo con fiducia perché in noi si compia in tutto la volontà di Dio, e constateremo che esse non ci deluderanno: sono amiche fedeli!

 

COME SI AIUTANO LE ANIME DEL PURGATORIO

Possiamo offrire il nostro aiuto alle povere anime che si stanno purificando in vari modi: con la preghiera, col sacrificio, con l'ele­mosina, con le indulgenze e... tenendo viva la fede nel purgato­rio.

 

1 - LA PREGHIERA. Come già si è visto, il Signore gradisce la preghiera per i defunti, così come gradisce quella che possiamo fare per noi stessi o per altre persone viventi. Però dev'essere fatta con fede, con grande amore e con perseveranza.

A ogni sacerdote la Chiesa affida il compito di pregare e di offri­re il Sacrificio Eucaristico "per i vivi e per i defunti" e in ogni Santa Messa ricorda al Signore i suoi figli che non sono più sulla terra e non sono ancora in paradiso.

Alla preghiera comunitaria è bene che si unisca anche la nostra preghiera personale.

Non deve passare alcun giorno senza che ci ricordiamo dei nostri fratelli defunti e parliamo di loro al Signore.

 

2 - IL SACRIFICIO. Se il Signore sollecita le nostre preghiere per le povere anime, ancor più sollecita e gradisce l'offerta dei no­stri sacrifici: quelli che ci cascano addosso non scelti da noi e quelli scelti liberamente. La preghiera, infatti, può essere facile e gradita all'anima, ma il sacrificio è sempre ripugnante; la preghiera può consolare, ma il sacrificio costa sempre fatica.

E del resto, se il Padre ha accettato il sacrificio di Gesù per liberare l'umanità dal peccato, perché non dovrebbe accettare anche i nostri sacrifici, se patiti e offerti in unione a quello di suo Figlio?

 

3 - L'ELEMOSINA. Ascolta cosa ti dice il Signore: "L'acqua spegne un fuoco acceso, l'elemosina espia i peccati" (Sir 3, 29)... i peccati nostri e quelli dei nostri fratelli. "Sconta i tuoi peccati con l'elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti" (Dn 4, 24)... "L'elemosina libera dalla morte e salva dall'andare tra le tenebre" (Tb 4, 10). Dunque, il primo beneficiario dell'elemosi­na è colui che la fa, perché riduce o forse annulla del tutto il suo debito con Dio e il carico di dolore che dovrebbe soppor­tare nell'altra vita prima di entrare in paradiso.

Ma poi ne traggono vantaggio anche le anime del purgato­rio, soprattutto se quell'atto di carità lo offriamo per loro.

 

4 - LE INDULGENZE. La Chiesa ha ricevuto dal suo Signore, tra gli altri compiti, anche quello di amministrare i meriti che Gesù ha guadagnato per noi con la sua passione e morte. Sappiamo che la Confessione toglie la colpa, ma non toglie del tutto il debito che abbiamo contratto con Dio a causa dei nostri peccati. E, in questa vita, si può pagare questo debito con la preghiera, col sacrificio e con l'elemosina e quel che resta, se preghiera, sacrificio ed elemosina sono scarsi... lo si paga in purgatorio.

Ma Gesù, per la sua onnipotenza, può far giungere l'efficacia del suo Sacrificio anche in purgatorio e lo fa per mezzo della Chiesa che amministra i suoi meriti a vantaggio delle anime che si stanno purificando. Per poter ottenere delle indulgenze dobbiamo fare al­cune pratiche di pietà che la Chiesa ci indica, pratiche che devo­no innestarsi ovviamente su un sincero spirito di conversione.

In cambio la bontà del Signore ci dona o, per mezzo nostro, do­na alle anime del purgatorio, grandi vantaggi spirituali.

Un esempio può aiutarci a comprendere meglio.

Una mamma dice al suo bambino: "Non andare a giocare fuori perché in cortile c'è troppo fango, ci sono delle pozzanghere e ti sporcheresti". Ma il bambino, incurante di quanto gli ha detto la mamma, disobbedisce e va a giocare in cortile. Le previsioni della mamma si avverano: il bambino risale in casa col vestito tutto spor­co. Questa sua disobbedienza provoca due conseguenze:

- si incrina la serenità di rapporto tra la mamma e il suo bam­bino, tanto è vero che volano due sberle e...

- inoltre, ora c'è il vestito da lavare.

Prima di mandarlo a letto la mamma perdona al figlio quella sua disobbedienza; ma il perdono della mamma elimina uno solo dei guasti causati dal figlio e cioè il loro rapporto ridiventa sereno; non elimina però l'altra conseguenza e cioè il vestito resta sporco e c'è ora da lavarlo. E a lavarlo dovrebbe provvedere chi lo ha sporcato, ma la mamma, vedendo che suo figlio non sa farlo, si sostituisce a lui e pur con sacrificio lava quel vestito.

La mamma è la Chiesa... il bambino è ogni cristiano peccato­re... la disobbedienza del bambino rappresenta i nostri peccati... la rottura del rapporto tra la mamma e il bambino indica la rottura del nostro rapporto col Signore e la perdita della grazia... il vestito sporco è la condizione della nostra anima dopo il peccato... lavare quel vestito rappresenta il debito che dobbiamo pagare o di qua o di là... il perdono della mamma a suo figlio è ciò che produce in noi la Confessione: ci riporta tra le braccia dei Signore... e infine che la mamma lavi il vestito sporco di suo figlio sta a indicare la purificazione che la Chiesa, nostra madre, ottiene con le indulgen­ze per i suoi figli vivi o defunti.

Se dunque l'infinita misericordia di Dio è messa a nostra dispo­sizione grazie al Sacrificio di Gesù e alla mediazione della Chiesa, perché non approfittarne, in senso buono, per il bene nostro e delle anime del purgatorio? Non è forse crudeltà lasciare che quelle anime soffrano pene indicibili visto che anche per mezzo delle indulgenze ci è data, dalla bontà del Signore, la possibilità di alleviare il loro immenso dolore?

È nostro dovere informarci bene sulle indulgenze per non lascia­re che vada sprecato un tesoro così grande.

 

5 - TENER VIVA LA FEDE NEL PURGATORIO. Facendo que­sto porterai altre persone a offrire preghiere, sacrifici ed elemosine e a procurare indulgenze per le anime dei defunti e questo immen­so atto di amore ti verrà generosamente ripagato da quelle anime e dal buon Dio, che ti sarà riconoscente per aver affrettato l'incontro tanto atteso con quei suoi figli che dall'eternità aspetta in Cielo.

 

DALLE "VISIONI" DI ANNA CATERINA EMMERICH

“Le povere anime hanno tanto da soffrire per le loro negligenze, per la loro pietà troppo comoda, per la mancanza di zelo per Dio e per la salvezza del prossimo.

Come si può portare loro aiuto se non con un amore di ri­parazione offerto a loro vantaggio? I Santi in cielo non possono più espiare in loro favore, questo possiamo farlo solo noi sulla terra. Quanto sospirano questo nostro aiuto le povere anime!

Nessun pensiero o desiderio buono, nessuna azione buona offerta da una persona viva in loro favore re­sterà senza effetto.

Eppure quanto poche sono le persone che si preoccupano di loro! Chi potesse vedere ciò che vedo io, certamente fa­rebbe di tutto per venire loro in aiuto!"

 

PREGHIERE

DE PROFUNDIS (Sal 129)

Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera. Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi potrà sussistere? Ma presso di Te è il perdono; perciò avremo il tuo timore. Io spero nel Signore, l'anima mia spera nella sua parola. L'anima mia attende il Signore più che le sentinelle l'aurora. Israele attenda il Signore, perché presso il Signore è la misericordia e grande presso di Lui la redenzione; Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

 

PREGHIERA ALLA SANTISSIMA TRINITÀ (di Arnold Guillet)

O Trinità Santissima, Dio onnipotente ed eterno, un giorno Tu hai mostrato al santo Curato d’Ars la bellezza dell'anima uma­na rivestita della tua grazia; nel vedere una tale esplosione di luce, ne è rimasto così scosso che sarebbe morto sul colpo se Tu non lo avessi sostenuto.

Com'è possibile che l'anima umana sia così bella? È così bella perché è un riflesso della tua Bellezza e perché l'hai creata a tua immagine e somiglianza. Nessuna è uguale all'altra, avendo, o­gnuna, segni, caratteri e pregi inconfondibili e personali.

Quanto presto, però, l'uomo perde la sua innocenza, indebolito dal peccato originale, e si trascina tra il bene e il male, tra Te, suo Creatore, e il demonio, suo perfido nemico, finendo spesso in uno stato di confusione o, peggio, di ribellione e di peccato grave.

Tuttavia, o Signore, Tu continui a offrirgli la tua mano miseri­cordiosa dopo ogni caduta, facendogli sperimentare la dolcezza del tuo perdono. Questo non toglie il dovere della purificazione dal peccato, il dovere di pagare i nostri debiti. Secondo la parola di San Paolo, noi saremo purificati col fuoco, e secondo la parola del tuo Figlio non si potrà uscire da quel luogo di purificazione se non quando sarà stato pagato fino all'ultimo spicciolo.

Le anime del purgatorio conoscono la tua infinita perfezione e non oserebbero mai presentarsi a Te, anche lo potessero, se anco­ra restasse in loro la più piccola macchia. Il desiderio di Te le bru­cia come il fuoco ed esse stesse ardono nell'attesa di venire purifi­cate nel fuoco del tuo amore.

O Padre del Cielo, Tu ami noi, tuoi figli, a tal punto che hai mandato sulla terra tuo Figlio per salvarci. Padre, abbi dunque pietà delle povere anime del purgatorio, come hai pietà di noi!

Noi ti offriamo per loro, con l'intercessione del Cuore Immaco­lato e Addolorato di Maria, Madre di Dio, il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo nostro Signore. Ti preghiamo, per i meriti del tuo Figlio, di abbreviare il tempo della purificazione di queste povere anime; asciuga le loro lacrime come hai promesso e come si legge nella Sacra Scrittura, e stringile presto al tuo Cuore.

O Gesù, Figlio del Padre, Tu che ti sei fatto uomo nel grembo Immacolato di Maria e ti sei fatto nostro fratello, Tu che sei ritor­nato al Padre per preparare un posto anche per noi nella patria eterna, per tutti i tuoi meriti, abbi pietà delle povere anime dei purgatorio, lavale nel tuo Sangue, purificale dalle loro mancanze e fa' risuonare presto i loro nomi davanti al Padre tuo e a tutti gli Angeli e i Santi dei Cielo.

O Spirito Santo, che procedi dal Padre e dal Figlio, Tu che sei la terza Persona della Santissima Trinità, Tu che santifichi le nostre anime, Tu, Spirito ardente dell'amore divino, poiché il purgatorio è soprattutto opera tua, purifica nella fiamma del tuo amore le povere anime! Santificale per renderle belle come Dio le ha pensate. O Spirito Santo, per l'onore di Dio, fa' di loro una nuo­va creazione e fa' che ogni anima, rinnovata nello splendore del­l'innocenza, possa entrare nella gloria del Cielo, nella gioia degli Angeli e dei Santi.

O Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, noi, Chie­sa militante sulla terra, ti preghiamo per la Chiesa che soffre e si purifica in attesa del paradiso; esaudisci le nostre invocazioni e fa' che queste povere anime, anche grazie al nostro aiuto, possano ve­nire al più presto presso di Te nella gioia eterna.

 

TI SUPPLICHIAMO: PERDONALE!

Ad ogni invocazione si risponde:

Ti supplichiamo, ascoltaci.

- Eterna SS.ma Trinità, abbi pietà delle anime del purgatorio.

- Gesù, mio Redentore, abbi pietà di tutte le povere anime.

- Gesù, per la tua Incarnazione, divinizza le anime purganti.

- Gesù, per la tua santità, assolvi le anime del purgatorio.

- Gesù, per la tua clemenza, salva le anime del purgatorio.

- Gesù, per la tua bontà, libera le anime dei purgatorio.

- Gesù, per la tua innocenza, purifica le anime del purgatorio.

- Gesù, per la tua umiltà, innalza a Te le anime del purgatorio.

- Gesù, per la tua obbedienza, porta con Te le anime purganti.

- Gesù, per la tua carità, stringi a Te le anime del purgatorio.

- Gesù, per le tue lacrime, consola le anime del purgatorio.

- Gesù, per le tue piaghe, sana le anime del purgatorio.

- Gesù, per il tuo Sangue prezioso, lava le anime del purgatorio.

- Gesù, per le tue fatiche, dona riposo alle anime del purgatorio.

- Gesù, per le tue sofferenze, dona gioia povere anime.

- Gesù, per il tuo Cuore divino, aiuta le anime del purgatorio.

- Gesù, per amore di Maria, chiama a Te le povere anime.

- Gesù, per amore dei tuoi Santi, accogli le anime del purgatorio.

 

CONFIDO IN TE, SIGNORE.

Mio Dio, io credo in Te, perché Tu sei la stessa Verità, spero in Te, perché Tu sei infinitamente buono e fedele alle tue promesse, Ti amo con tutto il cuore sopra ogni co­sa, perché Tu sei infinitamente perfetto e voglio amare il mio pros­simo come me stesso. Libera, ti supplico, le anime sante dal pur­gatorio per il tuo amore. Amen.

L'eterno riposo..

 

PREGHIERA A TUTTO IL CIELO (di Arnold Guillet)

Padre del Signore nostro Gesù Cristo, molti dei tuoi figli si trovano in purgatorio per purificarsi.

Qui sulla terra Tu sei un Dio di misericordia, ma in quel luogo le povere anime sono sotto la legge della tua giustizia, e lì dovran­no restare fino alla piena e totale purificazione.

L'oro può essere purificato solo nel fuoco e l'anima, che è molto più preziosa dell'oro, esperimenta in quel luogo un dolorosissimo fuoco purificatore!

Quelle anime sanno che Tu sei perfetto e che niente di imper­fetto può stare davanti a Te; perciò ardono dal desiderio di essere purificate da ogni macchia di peccato, perché il loro volto brilli come il sole e la loro veste sia candida come la neve.

Padre del Cielo, noi ti offriamo, come prezzo per il loro riscatto, il Sangue Preziosissimo del tuo Figlio e la sua tremenda morte; per amore dei suoi smisurati dolori, allevia i dolori di quelle povere a­nime! Tu che abiti in uno splendore incomparabile, fa' che final­mente possa brillare su di loro la tua luce e Tu possa stringerle presto al Tuo Cuore di Padre.

Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, guarda alle soffe­renze della Chiesa purgante; non è forse anch essa tua Sposa as­sieme alla Chiesa trionfante e alla Chiesa militante?

Noi ti offriamo per queste povere anime tutti i meriti della Ma­dre tua e di tutti i Santi assieme alle pene e alle sofferenze che tutti gli uomini, qui in terra, sopportano per amor tuo.

Gesù, noi ti preghiamo: sii misericordioso con le anime dei tuoi fratelli e sorelle che ancora sono in cammino per giungere a Te; conducile presto nelle tue dimore eterne, in quel luogo che hai pre­parato per loro fin dal principio.

O Spirito Santo, uno con il Padre e il Figlio, Dio di amore e di vita, Gesù ti ha promesso a noi come Consolatore; porta dun­que il tuo conforto alle povere anime del purgatorio e sollevale dalle loro pene; perfezionale ad immagine e somiglianza di Dio, rendile come il Padre le ha create, come il Figlio le ha redente e come Tu le hai santificate.

Quanto grande e preziosa deve essere l'anima, se per amore suo il Figlio di Dio ha sopportato così tanti e strazianti dolori!

Quanto glorioso dev'essere il Cielo e quanto spaventosi il pec­cato e l'inferno, se c'è bisogno di una così grande purificazione per rendere l'uomo meritevole della visione di Dio!

O Dio Uno e Trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, per a­more del tuo Nome, porta a termine l'opera di purificazione di queste povere anime e aumenta la gioia degli Angeli e dei Santi con l'ingresso di nuovi giusti nel tuo Cielo.

E a noi, dona la tua grazia, perché fin che c'è tempo, sappiamo compiere opere di misericordia da offrire per le povere anime. Aiutaci a vivere con cuore puro per poter essere accolti da Te e per poterti vedere faccia a faccia nella tua gloria.

Maria, Madre di Dio e nostra, Tu che dopo tre giorni di sofferta ricerca hai ritrovato tuo Figlio nel tempio, fa' che anche le povere anime, dopo l'attesa e dopo tanto dolore, ritrovino presto il loro Signore Gesù.

Angeli dell'Altissimo, creature elette e benedette, conducete presto nella casa di Dio quelle povere anime che il Signore vi ha affidato; solo allora la vostra missione sarà finalmente compiuta.

Santi tutti del Cielo, correte in soccorso dei vostri fratelli nel luogo della loro purificazione, perché possano godere al più presto con voi quella gioia infinita per cui il Signore ci ha creati. Amen.

 

CORONCINA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE

(Si può distribuire lungo i sette giorni della settimana)

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre...

1° Mistero - Gesùversò Sangue nella circoncisione (cfr Lc 1,59)

O Gesù, Figlio di Dio, con il primo Sangue che hai versato per la nostra salvezza, ci riveli il valore della vita e il dovere di affrontarla con fede e coraggio, nella luce del tuo nome e nella gioia della grazia. Pater e 5 Gloria. Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.

2° Mistero - Gesù versò Sangue nell'orto degli Ulivi (cfr Lc 22,39)

O Figlio di Dio, il tuo sudore di Sangue nel Getsemani susciti in noi l'odio al peccato, poiché l'offesa a Te è l'unico vero male che ruba il tuo amore e rende triste la nostra vita. Pater e 5 Gloria. Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.

3° Mistero - Gesù versò Sangue nella flagellazione (cfr Gv 19,1)

O Maestro divino, il Sangue della flagellazione ci sproni ad amare la purezza, perché possiamo vivere nell'intimità della tua amicizia e contemplare con occhi limpidi le meraviglie del creato. Pater e 5 Gloria. Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.

4° Mistero - Gesù versò Sangue nella coronazione di spine (cfr Gv 19,2-5)

O Re dell'universo, il Sangue della coronazione di spine distrugga il nostro egoismo e il nostro orgoglio, perché possia­mo servire in umiltà i fratelli bisognosi e crescere nell'amore. Pater e 5 Gloria. Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.

5° Mistero - Gesù versò Sangue sulla via al Calvario (cfr Gv 19,18)

O Salvatore del mondo, il Sangue versato sulla via del Calvario illumini il nostro cammino e ci aiuti a portare la croce con Te, per completare in noi la tua Passione. Pater e 5 Gloria. Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.

6° Mistero - Gesù versò Sangue nella crocifissione (cfr Lc 23,33-34)

O Agnello di Dio immolato per noi, insegnaci il perdono delle offese e l'amore ai nemici. E tu, Madre del Signore e nostra, rivelaci la potenza e le ricchezze del Sangue prezioso di Gesù. Pater e 5 Gloria. Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.

7° Mistero - Gesù versò Sangue nel momento in cui fu trafitto al Cuore (cfr Gv 19,31)

O Cuore adorabile trafitto per noi, accogli le nostre preghie­re, le attese dei poveri, le lacrime dei sofferenti, le speranze dei popoli, perché tutta l'umanità si riunisca nel tuo regno di amo­re, di giustizia e di pace. Pater e 3 Gloria. Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli che hai redento con il tuo Sangue prezioso.

LITANIE DEL PREZIOSISSIMO SANGUE

Signore, pietà Signore, pietà

Cristo, pietà Cristo, pietà

Signore, pietà Signore, pietà

Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici

Padre celeste, Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio salvaci

Sangue di Cristo, Unigenito dell’Eterno Padre salvaci

Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato salvaci

Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza salvaci

Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia salvaci

Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione salvaci

Sangue di Cristo, stillante nella coronazione di spine salvaci

Sangue di Cristo, effuso sulla croce salvaci

Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza salvaci

Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono salvaci

Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime salvaci

Sangue di Cristo, fiume di misericordia salvaci

Sangue di Cristo, vincitore dei demoni salvaci

Sangue di Cristo, fortezza dei martiri salvaci

Sangue di Cristo, vigore dei confessori salvaci

Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini salvaci

Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti salvaci

Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti salvaci

Sangue di Cristo, consolazione nel pianto salvaci

Sangue di Cristo, speranza dei penitenti salvaci

Sangue di Cristo, conforto dei morenti salvaci

Sangue di Cristo pace e dolcezza dei cuori salvaci

Sangue di Cristo, pegno della vita eterna salvaci

Sangue di Cristo, che liberi le anime del purgatorio salvaci

Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore salvaci.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue E ci hai fatti regno per il nostro Dio.

Preghiamo: Eterno Padre, ricevi per mezzo del Cuore addolorato di Maria, il Sangue divino che Gesù Cristo, Figlio Tuo, ha sparso nella Sua Passione: per le Sue Piaghe, per il Volto sfigurato, per il Suo Capo trapassato di Spine, per il Cuore straziato, per la Sua Agonia nel Getsemani, per la Piaga della Spalla; per la Sua Passione e Morte, per tutti i meriti Suoi Divini e per le Lacrime e Dolori di Maria Corredentrice: perdona le anime e salvaci dall'eterna dannazione.

 

ANTICA PREGHIERA PER LE POVERE ANIME

O Dio degli angeli e degli uomini, Tu che hai vinto la morte e il demonio, Tu che hai donato la vita al mondo, dona la pace alle anime dei tuoi servi defunti: ai papi, ai vescovi, ai sacer­doti, ai religiosi, ai monaci, ai benefattori della Chiesa, ai nostri cari che ci hanno preceduto, ai governanti dei popoli, ai soldati che sono morti per la loro fede e per la patria, ai fedeli uccisi nelle ri­voluzioni e nelle guerre civili, a quelli che sono morti improvvisa­mente e senza apparente pentimento, a coloro che non si sono ri­conciliati con i loro nemici, a quelli che non hanno perdonato, a coloro che nell'annebbiamento del loro intelletto e del loro spirito si sono suicidati, a tutti coloro che si sono raccomandati alle nostre preghiere, a tutti coloro per i quali nessuno prega, a coloro che so­no rimasti senza sepoltura.

O Dio, fa' che riposino nel luogo della luce e della pace, dove ogni lacrima sarà asciugata, perdona loro i peccati che hanno commesso in pensieri, parole, opere e omissioni.

O Dio misericordioso: nessun uomo è vissuto senza commet­tere delle colpe: Tu solo sei senza peccato! La tua parola e la tua verità sono eterne, Tu sei la risurrezione e la Vita, Tu sei il riposo dei defunti. A Te Cristo, Dio nostro, a Te sia onore con il Padre tuo e con lo Spirito Santo vivificante, ora e sempre nei secoli eterni.

Dio vivo e vero, a Te solo è noto il numero degli eletti che so­no destinati alla gloria eterna, noi ti preghiamo: per l'intercessio­ne di tutti i tuoi Santi, fa' che il libro degli eletti contenga al più presto i nomi di quanti si sono affidati alle nostre preghiere e così pure i nomi di tutti i credenti.

Dio, Signore di misericordia, dona alle anime dei fedeli defunti la beatitudine della pace, lo splendore della tua luce eterna. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

 

PREGHIERA ALL'UOMO DEI DOLORI

Signore Gesù, Uomo dei Dolori, per amore dei patimenti che hai sofferto nella tua agonia nell'orto degli ulivi, nella flagellazio­ne, nella coronazione di spine, lungo la via del Calvario, nella cro­cifissione e nel tuo trapasso, abbi pietà delle povere anime del purgatorio, specialmente di quelle più dimenticate.

Liberale da quei tormenti, chiamale a Te e stringile al tuo Cuo­re, lassù nel Cielo.

 

PREGHIERA PER UNA DETERMINATA ANIMA

Signore Dio, nella tua paterna bontà, sii misericordioso con

l'anima del tuo servo… (della tua serva...), purificala da ogni macchia di peccato, accoglila nella tua luce e nella pace, nella comunità dei tuoi Santi e donale di aver parte alla beatitudine e­terna del tuo regno, per Gesù Cristo nostro Signore.

O Dio Creatore e Salvatore di tutti i credenti, dona alle anime di tutti i fedeli defunti la remissione dei loro peccati e per le nostre devote preghiere di riparazione e soprattutto per l'interces­sione della Beata Vergine Maria, fa' che ottengano l'indulgenza e il perdono che attendono con immenso desiderio. Per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

 

SUPPLICA PER LE ANIME DEL PURGATORIO

O Signore onnipotente, che per il tuo amore immenso verso l'uomo ti sei degnato di incarnarti nel seno della Vergine Maria, di vivere di stenti, di soffrire la tua dolorosissima passione e di spira­re sulla croce, per tutti i meriti che ci hai procurato con il tuo Pre­ziosissimo Sangue, ti preghiamo di volgere uno sguardo pietoso ai tormenti che soffrono nel purgatorio quelle povere anime che, par­tite da questa valle di lacrime nella tua grazia, soffrono ora per scontare i debiti che hanno tuttora verso la tua divina giustizia.

Accetta, dunque, o misericordioso Signore, le preghiere che per esse umilmente innalzo a Te: chiamale da quel carcere tenebroso alla gloria del Paradiso. Ti raccomando particolarmente le anime dei miei parenti, dei miei benefattori spirituali e materiali, e specialmente quelle anime a cui sono stato occasione di peccato col mio cattivo esempio.

Vergine Santissima, Madre pietosa, consolatrice degli af­flitti, intercedi per quelle povere anime affinché, per la tua poten­tissima preghiera, volino al più presto a godere quel Paradiso che tuo Figlio ha preparato per loro con la sua passione e morte.

Padre... Ave... L'eterno riposo...

 

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

Gloriosissimo patriarca San Giuseppe, alla tua potente intercessione raccomando il riposo e la pace eterna di tutte le po­vere anime che soffrono in purgatorio.

Non puoi non provare tenerezza per questi figli di Maria, tua sposa, e fratelli di Gesù che, nella sua vita terrena, ha voluto es­serti obbediente come figlio.

Ti supplico dunque, potente amministratore dei tesori di Dio, di intercedere con le tue preghiere per quelle povere anime, visto che non potrà negarti nulla Colui che ha voluto esserti sottomesso qui sulla terra. Gloria... L'eterno riposo…

 

SUPPLICA AI SANTI ANGELI (di Arnold Guillet)

Gesù, Signore nostro, Tu hai trascorso la notte precedente la tua Passione nell'orto degli ulivi e hai visto passare davanti ai tuoi occhi i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi; questo peso ti ha schiacciato e ti ha fatto sudare Sangue.

I discepoli dormivano, non avevano la forza di vegliare con Te in quelle ore tremende di angosciosa agonia. Soltanto il Padre tuo si è lasciato commuovere, e ti ha mandato il suo Angelo a confor­tarti e a darti forza in quell'ora di estremo dolore.

Signore, guarda alle anime dei nostri fratelli e delle nostre so­relle che sono in purgatorio: esse soffrono molto di più di quanto una persona possa soffrire in questo mondo.

Tu vuoi che noi abbiamo compassione di queste povere anime, come il Padre ha avuto compassione di Te nell'orto degli ulivi; è per questo che ci inviti a pregare per loro, a offrire sacrifici, so­prattutto la Santa Messa, a vegliare con loro e perfino a mandare il nostro Angelo custode perché porti a loro forza e conforto per i meriti del tuo Preziosissimo Sangue.

Gesù, ricorda il tuo abbandono nell'orto degli ulivi, ricorda il conforto che hai avuto dallAngelo inviato dal Padre tuo. Insegnaci dunque ad essere misericordiosi e santi perché Dio è Santo, e ricolma le povere anime dello stesso conforto che Tu hai ricevuto nell'orto degli ulivi.

Maria, Regina degli Angeli, abbi pietà dei tuoi figli che sof­frono in purgatorio e manda i tuoi Angeli in loro aiuto; sono an­ch'essi figli del tuo amore e del tuo dolore.

San Michele Arcangelo, San Gabriele Arcangelo, San Raf­faeleArcangelo e voi tutti cori angelici, Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Principati, Virtù e Potestà, voi tutti Angeli e Arcan­geli, in nome di Dio e in nome della nostra Madre celeste Maria, accorrete in aiuto delle anime dei nostri fratelli e sorelle che sono in purgatorio: soffrono grandi pene ed hanno sete dell'eterno Dio più che il cervo della fonte d'acqua. Confortateli e portateli un pas­so più avanti sulla via della Patria del Cielo. Amen.

 

ATTO EROICO DI CARITA’ A FAVORE DELLE POVERE ANIME

(Questo atto non è un voto e si può revocare in ogni momento)

O Padre del Cielo, in unione ai meriti di Gesù e di Maria, io ti offro tutte le azioni e i meriti di tutta la mia vita in suffragio delle povere anime del purgatorio; ti dono anche tutto ciò che altri offriranno per me dopo la mia morte.

Depongo tutto nel Cuore Immacolato di Maria: sia Lei a devol­vere questa mia offerta a favore di quelle anime che, secondo la sua sapienza e il suo amore materno, vuole liberare per prime dal purgatorio.

Accogli, o Padre, questa mia offerta e fa' che, proprio a motivo di questa mia preghiera, io possa crescere ogni giorno di più nella tua grazia.

 

NOVENA PER LE ANIME DEL PURGATORIO

O O Gesù Redentore, per il sacrificio che hai fatto di Te stesso sulla croce e che rinnovi ogni giorno sugli altari, per tutte le Sante Messe che si sono celebrate e che si celebreranno in tutto il mondo, esaudisci la nostra preghiera in questa novena e do­na alle anime dei nostri morti l'eterno riposo, facendo risplen­dere su di loro un raggio della tua divina bellezza! L'eterno riposo...

O Gesù Redentore, per i grandi meriti degli Apostoli, dei martiri, dei confessori, delle vergini e di tutti i santi, sciogli dalle loro pene le anime dei nostri defunti che soffrono in pur­gatorio, come sciogliesti dai loro peccati la Maddalena e il la­drone pentito. Perdona le loro colpe e schiudi ad esse le porte della tua Reggia celeste che tanto desiderano. L'eterno riposo...

O Gesù Redentore, per i grandi meriti di Maria, Madre dei sofferenti e per quelli di San Giuseppe, che in terra ti ha fatto da Padre, fa' scendere la tua infinita misericordia sulle povere a­nime del purgatorio; sono anch esse prezzo del tuo Sangue e o­pera delle tue mani. Dona loro un completo perdono e conducile nella pienezza della tua gioia che tanto sospirano. L'eterno riposo...

O Gesù Redentore, per i molteplici dolori della tua agonia, passione e morte, abbi pietà delle anime di tutti i nostri poveri morti che piangono e soffrono in purgatorio. Applica loro il frutto di tutte le tue pene e conducili al possesso di quella tua gloria che hai preparato per loro in paradiso. L'eterno riposo...

INVOCAZIONE ALLA MADONNA

O Maria, Madre nostra, Tu che sei la gioia della Chiesa trion­fante e l'aiuto della Chiesa militante, sii anche il conforto della Chiesa purgante. Stendi la tua mano pietosa verso le anime che soffrono nel fuoco del purgatorio e fa' che presto siano ammesse

nella gioia del Cielo. Ricordati, o Santa Vergine, di soccorrere spe­cialmente le anime dei miei cari e quelle più dimenticate.

O pietosissima Signora, versa su tutte la grazia purificante che Gesù ha ottenuto per loro col suo Sangue prezioso, affinché possa­no essere consolate nella gioia eterna del Paradiso.

E voi, anime benedette, che tanto potete presso Dio con le vostre preghiere, intercedete per noi, otteneteci la grazia di liberarci da tutti i pericoli dell'anima e del corpo e proteggete le nostre fami­glie, affinché a noi tutti sia concesso di entrare in Paradiso. Amen.

 

IL ROSARIO DELLE POVERE ANIME

1. Gesù che per noi ha sudato sangue

2. Gesù che per noi è stato flagellato

3. Gesù che per noi è stato incoronato di spine

4. Gesù che per noi ha portato la pesante Croce

5. Gesù che per noi è stato crocifisso

e quindi, prima di ogni mistero, si aggiunge:

1. Signore Gesù Cristo, per il Sangue che hai versato per noi, poveri peccatori, nella tremenda agonia nell'orto degli ulivi, ti preghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio, liberale dalle loro angosce e dalle loro pene e confortale con il calice della celeste consolazione.

2. Signore Gesù Cristo, per la dolorosissima flagellazione che hai sopportato con infinita pazienza per noi peccatori, ti pre­ghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio, allontana da loro il flagello della tua ira e dona loro il riposo eterno.

3. Signore Gesù Cristo, per la dolorosa coronazione di spine che hai sopportato con infinita pazienza per noi peccatori, ti pre­ghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio e dona loro la corona della gloria eterna.

4. Signore Gesù Cristo, per l'enorme peso della Croce che hai portato sulle tue spalle per noi peccatori, ti preghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio, togli loro il grave peso del dolore e conducile alla gioia eterna.

5. Signore Gesù Cristo, per la tua penosissima crocifissione e morte, da te sopportata per noi con infinita pazienza, ti pre­ghiamo: abbi pietà delle povere anime del purgatorio, volgi anche verso di loro il tuo Santo Volto e fa' che oggi stesso siano con te in Paradiso.

PREGHIERA CONCLUSIVA. Signore Gesù Cristo, per le tue cinque santissime Piaghe e per il preziosissimo Sangue che hai ver­sato, abbi pietà delle povere anime del purgatorio, specialmente dei nostri genitori defunti, dei parenti, degli amici, dei consacrati; guarisci le loro dolorose ferite e fa' che abbiano la completa remis­sione dei loro peccati e della pena che dovrebbero scontare per giungere purificati alla gioia di vedere il tuo Volto.

Amen.

 

SANTE MESSE GREGORIANE

Sono trenta Sante Messe, celebrate senza interruzione, a suffragio di un defunto. Vengono dette “Gregoriane” perché trovano la loro origine in ciò che narra Papa San Gregorio Magno nel suo IV libro dei "Dialoghi".

Morto nel suo monastero un monaco di nome Giusto, apparve poco dopo ad un confratello a cui dichiarò che non poteva essere liberato dal purgatorio se non fosse stata celebrata per lui la San­ta Messa per trenta giorni consecutivi.

Avvertito di ciò, San Gregorio ordinò che venisse accolta tale richiesta. L'esito favorevole fu confermato da una successiva ap­parizione del monaco Giusto.

Della particolare efficacia della Santa Messa non c'è alcun dub­bio e nemmeno dell'importanza di celebrarne molte, visto il co­mando di Gesù: "Fate questo in memoria di me".

All'efficacia delle Sante "Messe Gregoriane" non siamo obbligati a credere per fede, ma la Chiesa non ostacola, anzi accoglie questa antica forma di suffragio.

E allora... perché non farle celebrare per i nostri de­funti?

Ma anche se abbiamo fatto celebrare le "Messe Gregoriane"per l'anima di qualche nostro defunto, è opportuno continuare la pre­ghiera di suffragio.

 

PREGHIERA DI SAN GREGORIO PAPA

O Signore Gesù Cristo, innalzo a Te questa preghiera a lode e gloria della tua agonia, di tutte le tue piaghe, dei tuoi dolori, del tuo sudore di Sangue e di tutte le pene che hai sofferto sul Cal­vario per amore nostro: ti prego di offrire tutto il tuo sudore, il tuo Sangue, le tue piaghe al Padre tuo in riparazione dei pec­cati commessi dall'anima di… Padre... Ave...

Signore Gesù Cristo, innalzo a Te questa preghiera a lode della tua ultima agonia, delle tue pene, del tuo martirio e di tut­to ciò che hai sofferto nella tua vita, specialmente quando il tuo Cuore si è spaccato per l'oceano del tuo dolore sulla croce: ti prego di offrire tutti i tuoi meriti e le tue pene al Padre tuo in riparazione di tutti i peccati commessi dall'anima di… in pensieri, parole, opere e omissioni. Padre... Ave...

Signore Gesù Cristo, innalzo a Te questa preghiera a lode del grande amore che hai avuto per noi uomini e che ti ha spin­to ad incarnarti nel grembo immacolato di Maria, a patire e perfino a morire sulla croce: per quell'amore che ti ha fatto a­prire le porte del Paradiso per noi, poveri peccatori, degnati di offrire al Padre tuo i tuoi infiniti meriti per liberare l'anima di… da tutte le pene del purgatorio. Padre... Ave...

 

OFFERTA. Amorosissimo Gesù, ti offro l'anima di… e im­ploro su di lei, ad uno ad uno, tutti gli istanti, tutte le sofferenze, le suppliche, i sospiri e i gemiti della tua santissima vita, passione e morte, il sacratissimo Sangue che hai sparso per la nostra salvez­za e redenzione con tutti i meriti del tuo Cuore divino, e quello di Maria, di Giuseppe e di tutti i Santi.

 

PREGHIERA DETTATA DA GESU’ A SANTA MATILDE

PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI

Io ti prego, o Padre celeste, perdona alle povere anime del purgatorio, perché esse non hanno amato Te, loro Signore e Padre, che Tu, per pura tua grazia, hai fatto tue figlie, e non ti hanno reso quell’onore, che ti dovevano, ma Ti hanno allontanato col peccato dal loro cuore, dove Tu volevi abitare sempre. Per lavare quei debiti io Ti offro quell’amore e onore, che il Tuo Unigenito Figlio Ti ha reso durante tutta la sua vita sulla terra, e tutte le azioni e gli atti di penitenza e soddisfazione, con cui Egli ha lavato i peccati degli uomini e li ha espiati. Amen!

SIA SANTIFICATO IL TUO NOME

Io Ti supplico incessantemente, o buonissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse non sempre hanno degnamente onorato il Tuo Santo nome, ma invece così spesso lo hanno avuto superficialmente sulla bocca e con una vita di peccato si sono rese indegne del nome di cristiane. In riparazione di questi loro peccati, io Ti offro tutto l’onore, che il Tuo amatissimo Figlio Ti ha reso sulla terra con la sua predicazione e le sue opere per il Tuo Nome. Amen!

VENGA IL TUO REGNO

Io Ti prego, amabilissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse non sempre e con grande desiderio hanno cercato Te e il tuo regno con premurosa diligenza. Per riparazione della loro superficialità nel fare il bene, io Ti offro i santi desideri di Tuo figlio, con i quali Egli desidera e chiede, che anch’esse siano coeredi del suo Regno. Amen!

SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ COME IN CIELO COSI’ IN TERRA

Io Ti prego, o benignissimo Padre, perdona alle povere anime perché non sempre hanno sottoposto la loro volontà alla Tua e non hanno cercato di compierla in tutte le cose, ma troppo spesso sono vissute secondo il proprio volere e così hanno agito. Per la loro disubbidienza io Ti offro la perfetta unione dell’amorosissimo Cuore di Tuo Figlio con la Tua santissima volontà, e la sua profonda sottomissione con cui Egli Ti fu ubbidiente fino alla morte in croce. Amen!

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO

Io Ti prego, Amabilissimo Padre, perdona alle povere anime, perché non sempre hanno ricevuto il Santissimo Sacramento dell’altare con profondo desiderio, ma spesso senza devozione o perfino indegnamente, oppure hanno trascurato di riceverlo. Per questi loro peccati io Ti offro la grande Santità e la devozione di Gesù Cristo, Tuo Figlio, come pure il suo grande amore con cui Egli ci ha fatto questo santissimo dono e ci ha dato questo altissimo Bene. Amen!

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI

Io Ti prego, buonissimo Padre perdona alle povere anime del purgatorio tutti i debiti, che esse si sono assunti su di se con i sette peccati capitali, e soprattutto, perché esse non hanno amato i loro nemici e non hanno voluto perdonare loro. Per questi peccati io Ti offro l’amorosa preghiera, che Tuo Figlio ti ha rivolto sulla Croce per i suoi nemici. Amen!

E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE

Io Ti prego, o benignissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse tanto spesso non hanno opposto alcuna resistenza alle tentazioni e alle loro passioni, ma hanno seguito il maligno nemico e hanno accontentato i desideri della carne. Per questi loro molteplici e diversi peccati io Ti offro la gloriosa vittoria di Gesù Cristo, con cui Egli ha vinto il mondo, e il suo lavoro, le sue fatiche, la sua santissima vita e la sua amara Passione. Amen!

MA LIBERACI DAL MALE

E per tutti i castighi per i meriti del Tuo amatissimo Figlio, e conduci le povere anime e noi nel Regno dell’eterna gloria, che sei Tu stesso.

 

LA DEVOZIONE DEI CENTO "REQUIEM"

Si usa una corona comune del rosario e la si percorre due volte per formare i cento "Requiem...".

I°MODO

"Anime sante del purgatorio, pregate Dio per me, ed io pregherò per voi, perché il Signore vi doni la gloria del Paradiso."

All'inizio di ogni decina di L'eterno riposo... si recita un Pa­dre... e, alla fine, la seguente giaculatoria:

"Gesù mio, misericordia delle anime del purgatorio, e specialmente dell'anima di (N. N.) e dell'anima più ab­bandonata."

Si termina col De profundis...

II° MODO

Preghiera a Gesù Crocifisso

- Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo. - Pietà di noi, Signore. Pietà di noi.

1. Mio adorato Gesù, ti ofro per le anime del purgatorio i meriti dei patimenti e dei dolori da te sofferti per la nostra re­denzione, e comincio contemplando quel Sangue che trasudò dal tuo Corpo per la tristezza e l'angoscia che ti assalirono nel­l'orto degli olivi.

Da ripetere dopo ogni strofa: L'eterno riposo...

e poi...

"Degnati di donare l'eterno riposo a tutti i fedeli defunti. Ti preghiamo, ascoltaci".

2. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio tutto il dolore che ti strinse il Cuore nel vedere un tuo discepolo, Giu­da, da te amato e beneficato, che con un bacio sacrilego ti ha tradito e consegnato nelle mani dei tuoi crudeli nemici.

3. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio l'enor­me pazienza con la quale hai sopportato di essere trascinato da Anna a Cafa, da Pilato ad Erode, il quale, per disprezzo, ti ha fatto indossare la veste dei pazzi, tra le beffe e le derisioni del popolo.

4. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio l'ama­rezza che ha riempito il tuo spirito quando i Giudei hanno pre­ferito Barabba, sedizioso ed omicida, a Te, innocente e giusto. Poi, senza alcuna pietà, sei stato legato alla colonna e crudel­mente flagellato.

5. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio la tremenda umiliazione da Te sopportata quando, trattandoti da finto re, ti hanno posto sulle spalle un manto rosso, nella mano una canna come scettro e sul capo una corona di spine. Così Filato ti ha mostrato al popolo dicendo: "Ecco l'Uomo!".

6. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio il tre­mendo dolore che hai provato nel sentir gridare: "Sia crocifis­so...!'; e quello sostenuto con sublime rassegnazione lungo la via del Calvario, col pesante legno della croce sulle spalle.

7. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio la compassione pietosa e il dolore profondo da te provato quando sei stato violentemente separato dalla tua amatissima Madre, venuta per abbracciarti lungo la via del Calvario.

8. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio gli inauditi tormenti che hai patito quando, disteso sulla croce, il tuo corpo già sanguinante è stato orribilmente trafitto dai chio­di nelle mani e nei piedi, venendo poi innalzato sopra l'ignomi­nioso patibolo.

9. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio le an­gosce, le pene e il terribile dolore che per tre ore hai sofferto pendendo dalla croce, e gli spasimi patiti in tutte le tue mem­bra, accresciuti dalla presenza della tua addolorata Madre, te­stimone della tua grande agonia.

10. Mio adorato Gesù, ti offro per le anime del purgatorio la de­solazione che ha straziato il Cuore della tua Santissima Madre nell'assistere alla tua morte e nell'accoglierti esanime, deposto dalla croce, tra le sue braccia.

Si termina con la preghiera "De profundis"

 

RIVELAZIONI DI GESÙ A UN SACERDOTE (dal libro "Tu sai che Io ti amo')

“In qualsiasi famiglia ordinata nell'amore, ogni membro che la costituisce concorre al bene comune in uno scambio di be­ni donati e ricevuti in comunione armoniosa.

La stessa cosa deve avvenire, in un grado di gran lunga superiore, nella grande famiglia dei figli di Dio.

Allo scopo di rendere sempre più ricca di frutti divini la fede in questa realtà scaturita dalla mia immolazione sulla Croce, occorre avere su di essa idee precise. Pertanto è doveroso: 1. credere fermamente nel dogma della "comunione dei santi"; 2. i sacerdoti devono mettere bene in chiaro che alla famiglia dei figli di Dio appartengono i cristiani pellegrini sulla terra, le anime in attesa in Purgatorio e i giusti del Pa­radiso, cioè i santi; 3. i sacerdoti (molti dei quali pongono l'accento quasi esclu­sivamente sulle questioni sociali, deplorando a ragione le ingiustizie perpetrate a danno degli uomini sulla terra) di­menticano quasi sempre le più gravi ingiustizie com­piute a danno dei fratelli che sono nel Purgatorio.

Questa gravissima omissione si spiega solo se non si cre­de nel purgatorio o se non si crede nella tremenda sofferenza di quelle anime nel luogo della loro purificazione.

Il bisogno di aiuto delle anime in attesa della loro libe­razione è ben più grande di quello della creatura umana che soffre di più sulla terra.

Il dovere di carità e di giustizia verso le anime in pena vi apparirà più impellente se pensate che vi sono anime che soffrono in purgatorio per colpa dei vostri cattivi esempi, perché con loro siete stati o complici nel male o comunque occasione di peccato".

 

Santa Caterina da Genova del Terz'Ordine' Francescano 1447-1510

TRATTATO DEL PURGATORIO

 

DUE PAROLE SUL "TRATTATO DEL PURGATORIO"

Che ne sappiamo noi del purgatorio?

Per fede sappiamo che esiste e che, per le anime non ancora totalmente purificate, e il passaggio obbligato per ottenere quella perfezione che non hanno otte­nuto nella vita terrena, senza la quale non si può en­trare in paradiso.

È stato descritto prevalentemente come luogo di tormen­to, ma forse non si e sottolineato abbastanza chiaramente che, oltre al dolore che purifica, in purgatorio c'è anche la gioia dell'attesa e la gioia che viene dalla grazia di Dio, anche se manca la gioia della visione che c'è solo in paradiso.

Ci aiuta a penetrare in questa misteriosa realtà il "TRAT­TATO DEL PURGATORIO" di Santa Caterina da Genova. Questa Santa, da non confondere con la più famosa Santa Caterina da Siena, e nata nel 1447 a Genova da una delle famiglie più in vista, la famiglia Fieschi, da cui erano usciti Papi, Dogi e condottieri.

A tredici anni ha chiesto al padre di consacrarsi a Dio nella vita religiosa, ma le e stato impedito.

Data in sposa a un certo Giuliano, a soli sedici anni, per cinque anni Caterina ha consumato nell'ombra del suo palazzo una vita di appartata e triste umiliazione: le sono stati negati sia l'amore che la gioia della maternità.

Nei primi cinque anni di matrimonio, pur conservando la sua reputazione di donna virtuosa, si e data a una vita mondana, brillando nelle feste e attirando l'ammi­razione di tutti. Ma che vuoto nell'anima e che aridi­tà nel suo cuore!

Poi, rinnegata quella povera vita festaiola, confessata la sua debolezza e fatta penitenza, si e data, per amore, alla cura degli ammalati.

Anche lo sposo, che per dieci anni l'aveva trascurata, ab­bandonata la sua condotta vuota e peccaminosa, per ven­t'anni, fino alla morte, le e stato accanto come infermiere, in un ospedale per gli appestati.

Man mano che il suo corpo si consumava per le fatiche, Caterina sentiva crescere dentro la fiamma dell'amore per Dio e per i suoi figli più bisognosii.

Il Signore le ha concesso visioni mistiche che lei comuni­cava ai suoi discepoli. Sono stati proprio questi discepoli, tra cui Ettore Vernazza e il Marabotto, a mettere per iscritto le rivelazioni che raccoglievano dalla bocca di Santa Caterina.

Quand'era ancora in vita, questa Santa fu spiritualmente mandata dellAmore divino in Purgatorio per purificare la sua anima, in modo da poter comparire perfetta al cospetto di Dio al momento della morte.

E per averla vissuta che Santa Caterina ha compreso nel suo cuore ed ha potuto descrivere la situazione delle anime che si trovano in purgatorio per togliere ogni ombra dei pec­cati non espiati nella vita terrena.

L'esperienza mistica di Santa Caterina da Genova è di­ventata un dono per noi.

Illuminati dalla sua straordinaria esperienza, noi possia­mo meglio comprendere quanto sia bene purificarsi dalle nostre colpe fin che siamo in questa vita, per evitare il purgatorio o starci il meno possibile.

E possiamo meglio comprendere quale grande atto di a­more sia la preghiera di suffragio per le anime dei defunti. Chi disseta queste anime con la preghiera, con l'of­ferta al Signore di qualche sacrificio, con opere di carità e con l'acquisto di indulgenze, sarà ripagato dal Signore con la più ampia generosità. Don Enzo Boninsegna

 

PERFETTA UNIFORMITA’ DELLE ANIME PURGANTI AL VOLERE DI DIO

Mi par di capire che la anime che si trovano in Purgatorio riten­gano giusta la loro situazione, in perfetta sintonia con quanto voluto dall'ordinamento di Dio.

Non si lamentano contro se stesse dicendo: "Ho fatto dei pec­cati e per questo merito di stare qui", neppure possono dire: "Vorrei non averli fatti perché ora sarei in Paradiso", e nemmeno: «Quel­l'anima esce prima di me", oppure: “Io ne uscirò prima di lui”.

Non ricordano nulla di se stesse né degli altri, né in bene né in male, che possa procurar loro una sofferenza maggiore di quella che già hanno.

Sono contente di essere nella volontà di Dio e che Egli possa fa­re di loro ciò che vuole e come vuole.

Vedono solo l'opera della bontà divina che usa tanta mise­ricordia verso l'uomo da volerlo condurre a Sé, ma non vedono minimamente il bene che possono fare, perché altrimenti non sa­rebbero immerse nella carità pura.

Non possono neppure vedere che sono in quelle pene a causa dei loro peccati, dei quali non hanno più il ricordo, perché altri­menti vi sarebbe un'imperfezione attiva, cosa impossibile in quel luogo nel quale non è più possibile peccare.

II motivo per il quale sono in Purgatorio lo vedono una volta sola al momento del giudizio particolare, subito dopo la morte, ma non oltre, altrimenti avrebbero ancora qualche cosa di stretta­mente personale in loro.

Essendo dunque immerse nella carità, e non potendo allonta­narsi da essa per l'impossibilità di peccare, non possono desidera­re niente di diverso da ciò che vuole l'Amore puro.

In Purgatorio esse sono unite alla volontà divina (che è Carità pura), e non possono per alcun motivo allontanarsi da essa: sono private sia della possibilità di peccare, sia della possibilità di acquistare meriti.

 

LA GIOIA DELLE ANIME DEL PURGATORIO E LA LORO CRESCENTE VISIONE DI DIO

L'ESEMPIO DELLA RUGGINE

Non credo si possa trovare una gioia paragonabile a quella di un'anima del Purgatorio, ad eccezione di quella dei santi in Paradi­so. Ogni giorno questa felicità cresce per l'influsso di Dio che aumenta in esse man mano che si purificano.

Ciò che impedisce questa comunione con Dio è la ruggine del peccato; il fuoco consuma la ruggine e così l'anima si apre piano piano alla visione di Dio. Come una cosa che fin tanto che resta coperta non può essere raggiunta dai raggi del sole, e non certo a causa dei sole che continuamente emana luce, ma piuttosto a cau­sa di quella copertura che ne impedisce la penetrazione, così man mano che quell'impedimento viene meno aumenta l'illuminazione. La ruggine (cioè il peccato) è la copertura delle anime, e viene con­sumata con il fuoco del Purgatorio: quanto più si consuma, tanto più esse vedono lo splendore della luce divina. La gioia aumenta quindi in base a quanto la ruggine cala e di conseguenza a quanto esse scoprono il raggio divino. Una cresce e l'altra cala fino alla purificazione completa. Non manca però la pena, che però avrà un termine. In quanto alla volontà, non possono mai dire che quelle pene siano pene, perché sono contente di essere nella volontà di Dio, alla quale sono unite con la loro volontà in una carità pura.

 

LA SEPARAZIONE DA DIO È LA MAGGIOR PENA DELLE ANIME DEL PURGATORIO

Dall'altra parte, poi, hanno una pena tanto estrema, che non si può neppure immaginare e tanto meno descrivere, a meno che Dio non la faccia intuire con doni particolari.

II Signore a me ha mostrato tutto questo, ma non trovo parole adatte a raccontare quanto ho provato.

Quanto Dio mi ha fatto vedere non potrò mai dimenticarlo; per quanto posso cercherò di spiegarlo, e quelli ai quali il Signore si degnerà aprire l'intelletto potranno capire qualche cosa.

II fondamento di tutte le pene è il peccato originale e il pec­cato attuale. Dio ha creato l'anima pura, semplice e senza alcuna macchia di peccato, con un certo istinto beatifico verso di Lui.

Già il peccato originale l'allontana da Lui, ma a questo si ag­giungono i peccati attuali, e quanto più l'anima si copre di colpe, tanto più si allontana da Dio, e quanto più si allontana da Dio, tanto più diventa cattiva, fin tanto che Dio quasi si allontana da lei.

Ogni cosa buona viene da Dio: Egli provvede a tutta la creazio­ne come vuole e come da sempre ha preordinato senza mai man­care verso nessuno di nulla, ma si dona ad un'anima in base a quanto la trova purificata dall'impedimento del peccato, per cui quando un'anima si avvicina alla purezza che aveva al momento della creazione, l'istinto beatifico che è in lei cresce con talmente tanto impeto, che bruciata nel fuoco della carità (che la attira al suo ultimo fine) le pare insopportabile di avere ancora qualche cosa che le impedisca questa unione, e tanto più ha coscienza di tale situa­zione, tanto più è estrema la pena.

 

DIFFERENZA TRA LE ANIME DEI DANNATI E LE ANIME PURGANTI

Essendo in grazia di Dio, le anime del Purgatorio sono lontane da Lui solo per la pena che devono scontare e per questo non han­no la sua visione beatifica.

Esse vedono con estrema chiarezza l'importanza di ogni piccolo impedimento che non permette loro l'unione perfetta con Dio, e da questo nasce in loro un dolore estremo, simile a quello dell'in­ferno. I dannati, però, a differenza, sono ancora immersi nelle loro colpe e la loro volontà è maligna.

A loro Dio non corrisponde la sua bontà, e per questo restano nella loro disperata, maligna volontà contro la volontà di Dio.

Da questo appare chiaro che peccare significa avere la propria volontà contro quella di Dio; chi persevera nella cattiva volontà per­severa nella colpa. Poiché chi è all'inferno è passato all'aldilà con questa cattiva volontà, la colpa non è rimessa, né si può rimettere perché la volontà non può più cambiare: resta inalte­rata nel momento della morte.

Nel passaggio da questa vita all'altra l'anima resta fissa nel be­ne o nel male, come sta scritto: "Ubi te invenero", cioè "come ti ho trovato" nell'ora della morte (con una volontà chiusa nel male, o pentito dei i peccati che hai commesso), “Ibi te judicabo”, cioè "così ti giudicherò".

Al momento del giudizio non c'è possibilità di una conseguente remissione, poiché dopo la morte non c'è più possibilità di cambiare il libero arbitrio, che si è fermato al momento del passaggio all'altra vita.

Le anime dell'inferno, essendo state trovate al momento della morte ferme nella volontà di peccare, hanno una colpa infinita, e di conseguenza ne hanno la pena, non però in base a quanto meriterebbero, ma comunque quella che hanno è senza fine.

Al contrario, le anime dei Purgatorio hanno solo la pena, per­ché la colpa è stata cancellata al momento della morte, essen­do state trovate dispiaciute dei loro peccati e pentite di aver offeso la bontà divina.

Per questo la loro pena ha un termine e diminuisce con il passa­re del tempo, come già spiegato.

Quanta miseria, e quanto poco questo dolore è preso in con­siderazione dall'uomo!

 

DIO MOSTRA LA SUA BONTA’ ANCHE VERSO I DANNATI

La pena dei dannati non è infinita in quantità, perché la bontà di Dio sparge un raggio anche su di loro.

L'uomo morto in peccato mortale meriterebbe una pena infinita e per infinito tempo, ma la misericordia di Dio ha fatto il tempo infi­nito, ma l'intensità della pena con un limite per quanto riguarda la quantità.

Infatti, avrebbe potuto benissimo dar loro maggior pena di quan­ta non ne abbiano.

Il peccato fatto con malizia è pericolosissimo perché l'uomo difficilmente se ne pente e non pentendosene rimane nella colpa, e questa situazione continua fin tanto che l'uomo non si dissocia dal­la volontà che lo ha portato a quel peccato o che lo porterebbe a commetterlo!

PURIFICATE DAL PECCATO, LE ANIME PURGANTI SCONTANO GIOIOSAMENTE LE LORO PENE

Le anime del Purgatorio hanno la volontà tutta conforme a quel­la di Dio. Egli mostra loro la sua bontà, ed esse ne gioiscono (per quanto riguarda la volontà) e contemporaneamente vengono purifi­cate dal peccato originale e da quello attuale, per quanto riguarda la colpa. Alla fine quelle anime saranno candide come quando Dio le ha create. Essendo passate all'altra vita pentite dei loro pec­cati, tutti confessati con il fermo proposito di non commetterne più, e quindi perdonati da Dio, non resta loro se non la ruggine deri­vante dal peccato stesso e da questa si purificano nel fuoco sof­frendo pene enormi.

Espiata ogni colpa e unite a Dio nella volontà, Lo vedono chia­ramente a seconda di quanto è dato loro di conoscerlo; vedono an­che quanto sia indispensabile l'unione con Dio e riconoscono di es­sere state create a questo fine.

 

CON QUALE SPASIMO D'AMORE LE ANIME BRAMANO DI GODERE DIO

L'ESEMPIO DEL PANE E DELL'AFFAMATO

Le anime dei Purgatorio sono unite in conformità con Dio. L'i­stinto naturale le porta verso di Lui con forza, ma non ci sono pa­role o esempi che siano in grado di chiarire a sufficienza questa situazione così come la mente la sente e comprende interiormente. Proverò comunque con un esempio.

Se in tutto il mondo non fosse rimasto che un solo pane per sfa­mare tutte le creature, e se fosse sufficiente vederlo per essere sa­ziati, qualsiasi uomo sano, se non potesse mangiare, non potendo nel nostro esempio né ammalarsi né morire, sentirebbe sempre più crescere la sua fame, perché l'istinto al cibo non viene mai meno. Sapendo che solo con quel pane potrebbe saziarsi, non avendolo, gli resterebbe la fame e una pena intollerabile.

Quanto più un uomo gli si potesse avvicinare, non potendolo pe­rò ancora vedere, tanto più gli aumenterebbe il desiderio naturale, tutto proteso verso quel pane, in cui è racchiusa tutta la sua felicità. Se ad un certo momento avesse la certezza di non poter mai vede­re quel pane, ecco l'inferno delle anime dannate, che non hanno nessuna speranza di poter un giorno vedere il pane-Dio, vero Sal­vatore. Le anime del Purgatorio hanno invece questa speranza e attendono di potersi saziare della sua vista. Patiscono un'indicibile fame e pena fin che non potranno saziarsi di quel pane, Gesù Cri­sto, vero Dio Salvatore, Amore nostro.

 

L'INFERNO E IL PURGATORIO RIVELANO LA MIRABILE SAPIENZA DI DIO

Le anime purificate trovano il loro riposo solo in Dio, poiché so­no state create proprio per questo fine, ma le anime in peccato mortale non hanno altro luogo dove andare se non l'inferno, aven­do Dio creato quel luogo come fine per loro. Nell'attimo in cui lo spi­rito è separato dal corpo, l'anima in peccato mortale va al suo luogo di condanna guidata dall'istinto del male.

Se l'anima non trovasse in quel luogo la sua giusta collocazione (che proviene dalla giustizia di Dio), si ritroverebbe in un inferno peggiore di quello, perché fuori di lì non avrebbe quella misericor­dia di Dio che lì non le dà tanta pena quanta ne meriterebbe. Per­ciò, non trovando un luogo più conveniente, né di minor male per lei, in base a quanto ordinato da Dio, vi si getta dentro, riconoscen­dolo come posto adatto a lei.

Così è anche per quanto riguarda il Purgatorio: quando un'ani­ma al momento della morte non si trova perfettamente pura, come al momento della creazione, vedendo in sé la causa di questo impedimento, che potrà essere levato solo per mezzo del Pur­gatorio, subito vi si getta dentro e volentieri.

Del resto, se non trovasse questa soluzione idonea a toglierle tutto ciò che la allontana da Dio, in un istante si genererebbe in lei un inferno peggiore del Purgatorio, vedendo di non poter arrivare al suo fine ultimo: Dio. Dover soffrìre in quel luogo per poterlo rag­giungere pare perfino una cosa di nessun valore, perché l'unico scopo è Dio. Questo nonostante, come si è detto, il Purgatorio sia simile all'inferno: ma, da questo punto di vista, è valutato meno di niente.

 

NECESSITA’ DEL PURGATORIO

Io vedo che da parte di Dio il paradiso non ha porte: chi vuole entrare vi entra, perché Dio è tutta misericordia ed è con le braccia aperte verso di noi per riceverci nella sua gloria.

Ma poiché Dio è purezza infinita (molto di più di quello che si possa immaginare) un'anima che avesse in sé anche un minimo di imperfezione, si getterebbe in mille inferni piuttosto che trovarsi da­vanti alla divina maestà con quella macchia. È l'anima stessa che non può sopportare il Paradiso fin che si vede indegna! Quindi, vedendo il Purgatorio creato apposta per toglierle ogni ombra di colpa, l'anima vi si getta dentro, ritenendo di aver ricevuto la grande misericordia di potersi purificare.

 

NATURA TERRIBILE DEL PURGATORIO

Quanta importanza abbia il Purgatorio non si può né adeguata­mente spiegare né capire, vedo però che in questo luogo c'è tanta pena come all'inferno.

Ciò nonostante vedo che l'anima che ritrova in sé una minima macchia di imperfezione accoglie la sua pena come atto di miseri­cordia, non dando importanza a quelle sofferenze, perché conside­rate in rapporto a quelle colpe che impediscono al suo amore di unirsi a Dio.

La pena più tremenda delle anime del Purgatorio è dovuta al fatto che vedono in se stesse ciò che dispiace a Dio, e la coscienza di aver commesso quei peccati volontariamente contro tanta infinita bontà le fa soffrire più di qualsiasi altra cosa.

Questo succede perché, essendo in stato di grazia, vedono la verità e quale importanza abbia ciò che impedisce loro l'unione con Dio.

Tutto quanto ho detto è estremamente chiaro nella mia mente (per quanto sia possibile capire in questa vita), al punto tale che o­gni parola, ogni immagine, ogni sentimento, ogni giustizia, ogni ve­rità mi paiono bugie e cose da niente in confronto.

Resto ancora confusa per non riuscire a spiegare tutto con maggior chiarezza.

 

L'AMORE DI DIO ATTRAE A SÉ LE ANIME SANTE E L'OSTACOLO CHE TROVANO NEL PECCATO GENERA LA PENA DEL PURGATORIO

C'è talmente tanta conformità tra Dio e l'anima, che quando Egli la vede pura come quando la creò, le dà un amore così infuocato da annientarla, se non fosse immortale.

La trasforma talmente tanto in Sé, che non si vede altro che Dio, il quale la attira continuamente a Sé senza mai lasciarla, finché non l'abbia condotta alla completa purificazione. E quando l'anima, con gli occhi interiori, si vede attirata da Dio con un amore così focoso, tutta pervasa da questo calore si liquefa.

Dal vedere, poi, nella luce divina, che Dio non smette mai di atti­rarla a Sé e di condurla alla perfezione, dal capire che Egli lo fa solo per puro amore, dal vedere inoltre che la macchia del peccato le impedisce di seguire Dio, dal constatare quanta importanza ab­bia questo ritardo nell'unirsi a Dio subito, anche per l'istinto innato che ha in sé, si genera nell'anima la pena maggiore che essa soffre in Purgatorio.

Non che essa dia importanza alla sua pena (anche se gran­dissima), ma dà più importanza a ciò che in lei ancora non è conforme a Dio, che vede chiaramente acceso di un estremo e puro amore nei suoi riguardi.

Questo amore, con uno sguardo unitivo, attira l'anima così forte e continuamente, che sembra non avere altra occupazione. Provando tutto questo, l'anima se trovasse un altro Purgatorio sopra a quello nel quale si trova, che le permettesse di liberasi pri­ma delle sue imperfezioni, vi si getterebbe dentro, proprio per quell'impeto d'amore che unisce Dio all'anima stessa.

 

COME DIO PURIFICA LE ANIME

L'ESEMPIO DELL'ORO NEL CROGIOLO

Vedo ancora procedere dall'amore divino verso l'anima certi raggi e lampi infuocati tanto penetranti che pare debbano annienta­re non solo il corpo, ma anche l'anima, se fosse possibile. Questi raggi svolgono due compiti: purificano e annichiliscono. Osserva l'oro: quanto più tu lo fondi, tanto più diventa migliore, e più si fon­de, più si annulla ogni sua imperfezione. Questo è l'effetto del fuo­co sulla materia, ma l'anima non si può annichilire in Dio, ma in se stessa: quanto più la purifichi, tanto più la annulli in sé, fin tanto che non resta pura in Dio. L'oro, quando è purificato a ventiquattro ca­rati non si consuma più, per quanto lo si lasci ancora al fuoco, per­ché poteva consumarsi solo ciò che conteneva di imperfetto.

Così fa il fuoco divino con un'anima: Dio la tiene al fuoco fin tanto che non si sia consumata ogni sua imperfezione, e la porta alla perfezione di ventiquattro carati (ognuna però a seconda dei suo grado); quando è pura resta tutta in Dio, senza più niente di se stessa, e il suo essere è Dio. Quando l'anima è completamente pu­rificata diventa impassibile, perché non ha più nulla da consumare. E se anche restasse ancora nel fuoco, nonostante l'avvenuta purifi­cazione, non ne avrebbe nessuna sofferenza, anzi: sarebbe fuoco dell'amore divino, come in Paradiso, senza alcun ostacolo.

 

DESIDERIO DELLE ANIME DI TRASFORMARSI IN DIO E SAPIENZA DI DIO NEL NASCONDERE AD ESSE LE LORO IMPERFEZIONI

L'anima era stata inizialmente creata con tutte le facoltà neces­sarie per arrivare alla perfezione, vivendo secondo la volontà di Dio e senza contaminarsi con il peccato. A causa dei peccato originale, però, ha perso i doni e le grazie ricevute originariamente, e reste­rebbe morta se Dio non la risuscitasse. Nonostante il battesimo re­sta in lei l'inclinazione al male che (se non oppone resistenza) la conduce al peccato attuale che può pure portare alla morte.

Dio la risuscita ancora con un'altra grazia speciale, ma l'anima resta così imbrattata e ripiegata su se stessa che per essere ripor­tata al suo primo stato, come Dio la creò, ha bisogno di tutto quanto descritto sopra, altrimenti non arriverebbe mai alla situazione di partenza. E allora è talmente grande il desiderio di godere Dio, che questo è il suo Purgatorio.

Non che l'anima veda il Purgatorio come Purgatorio; vede solo che c'è un impedimento che non le permette di unirsi a Dio, e questo per lei diventa il Purgatorio. Questo è un atto d'amore di Dio: se infatti l'anima vedesse in sé tante imperfezioni cadrebbe in dispera­zione, ma tutto viene consumato. Una volta tolte queste macchie, Dio le mostra all'anima, affinché essa veda l'opera divina e il fuoco d'amore che ha bruciato quelle imperfezioni.

 

GIOIA E DOLORE DELLE ANIME PURGANTI

Ciò che l’uomo giudica perfetto, davanti a Dio è difetto; ogni co­sa che pur sembri perfetta, per quanto possibile capire, vedere, in­tendere, volere, se non è fatta secondo la volontà di Dio, contamina e sporca l'anima.

Infatti, perché le azioni siano perfette bisogna che siano compiute da noi ma senza di noi, per quanto riguarda il primo posto, cioè che l'operazione di Dio sia in Dio, senza l'uomo come primo protagonista. Queste operazioni sono quelle compiute da Dio nell'ultima parte dell'azione dell'amore puro, senza alcun merito da parte dell'uomo, e sono così penetranti e infuocate che il corpo sembra consumarsi come se fosse in un fuoco, senza quiete fino alla morte.

È vero che l'amore di Dio che strabocca nell'anima le dà una gioia così grande che non si può esprimere, ma questo non toglie alle anime del Purgatorio una sola scintilla di pena.

Anzi, la loro pena è proprio quella di non poter rispondere subito a quell'amore; e tanto la pena è maggiore, quanta è la perfezione dell'amore della quale Dio le aveva fatte capaci.

Quindi, le anime del Purgatorio hanno una gioia enorme e u­na pena enorme, e una cosa non esclude l'altra.

 

LE ANIME DEL PURGATORIO NON POSSONO PIÙ ACQUISTARE MERITI

Se le anime del Purgatorio potessero purificarsi con un atto di contrizione, in un istante espierebbero tutte le loro colpe, tanto sa­rebbero capaci di un atto infuocato e impetuoso, e questo perché conoscono chiaramente l'importanza di ciò che impedisce loro l'unione con Dio, loro fine e amore. E sappi che non viene più perdo­nato nulla a quelle anime, perché così è stato stabilito dalla divina giustizia. Questo per quanto riguarda Dio. Da parte loro le anime non hanno più una propria elezione, e non possono vedere nulla, se non quello che Dio permette loro di vedere, e non vorrebbero niente di diverso, perché sono nella volontà di Dio.

Se ricevono dei suffragi da quelli che sono nel mondo che po­trebbero diminuire la loro pena, non possono vederli, eccetto sotto quella giustissima bilancia della volontà divina che dispone tutto in base alla sua infinita bontà. Se potessero vederli staccandosi così dalla volontà divina, si approprierebbero di qualche cosa, uscendo così dalla volontà divina stessa, il che sarebbe per loro un inferno.

Perciò restano immobili attendendo tutto ciò che Dio dà lo­ro, sia di gioia che di dolore. Non si possono più appropriare di nulla, tanto sono immerse e trasformate nella volontà di Dio e sono felici di tutto ciò che Lui vuole.

 

LE ANIME VOGLIONO LA LORO PERFETTA PURIFICAZIONE COME CONDIZIONE PER IL PARADISO

Se un'anima venisse ammessa alla presenza di Dio non ancora completamente purificata, ne proverebbe un dolore maggiore di dieci purgatori. Infatti la pura bontà e la somma giustizia di Dio non la sopporterebbero, e questo non sarebbe degno di Dio.

E, dall'altra parte, l'anima che vedesse Dio non pienamente soddisfatto di lei, anche se solo per un batter d'occhio di Purgato­rio, sentirebbe questa situazione così insopportabile che pur di to­gliersi quel po' di ruggine andrebbe al più presto in mille inferni (se li potesse trovare), piuttosto che stare alla presenza divina non ancora perfetta.

 

ESORTAZIONI E RIMPROVERI AI VIVENTI

Mi verrebbe voglia di gridare a squarcia gola, di modo da spa­ventare tutti gli uomini della terra, e dire loro:

"Miserabili creature, perché vi lasciate così accecare dalle cose di questo mondo, e non date nessuna importanza a ciò che invece ne avrà tantissima al momento della vostra morte?

Vi nascondete dietro la speranza della misericordia di Dio, che dite essere tanto grande, e non vi rendete conto che proprio tutta questa bontà di Dio vi sarà giudice, per aver fatto azioni contro la volontà proprio di un Signore tanto buono.

La sua bontà dovrebbe portarvi a fare tutta la sua volontà, e non a illudervi di poter agire male, per cui non può mancare la sua giu­stizia, che dovrà essere soddisfatta completamente.

Non rassicurarti dicendo: - «Mi confesserò, poi prenderò l'indul­genza plenaria, e così sarò purificato da tutti i miei peccati, e quindi sarò salvo».

Pensa che la confessione e la contrizione necessarie per lu­crare l'indulgenza plenaria sono cose così difficili da ottenere, che se tu lo sapessi tremeresti di paura, e saresti più certo di non lucrarla che di lucrarla."

 

SOFFERENZA SPONTANEA E LIETA DELLE ANIME DEL PURGATORIO

Le anime del Purgatorio vivono chiaramente due situazioni: la prima è quella di soffrire volentieri, vedendo che il Signore è sta­to infinitamente misericordioso con loro, considerando quello che avrebbero meritato e conoscendo ormai l'importanza di Dio per lo­ro. Infatti, se la sua bontà non temperasse la giustizia con la misericordia (soddisfacendola con il prezioso Sangue di Ge­sù), un solo peccato meriterebbe mille inferni eterni.

Per questo le anime soffrono volentieri quelle pene, e non le di­minuirebbero neppure di un soffio, sapendo di meritarle giusta­mente tutte e, come se fossero in Paradiso, non si lamentano mi­nimamente di Dio (quanto alla volontà).

E la seconda è la gioia che deriva loro nel vedere la giustizia, l'amore e la misericordia di Dio che operano in loro.

II Signore imprime chiaramente e in un istante nelle anime la consapevolezza di queste due situazioni, ed essendo loro in grazia le intendono e capiscono così come sono, secondo la loro capacità; per questo sono sempre contente, e la loro felicità aumenta man mano che si avvicinano a Dio. Le anime vedono queste cose non in se stesse e neppure per una facoltà loro propria, ma solo in Dio nel quale sono tutte assorte, più che nelle loro pene alle quali, con­frontandole con Dio, non danno alcuna importanza.

Pertanto, anche il più piccolo spiraglio della visione di Dio supera ogni pena e ogni gioia che l'uomo possa capire; questo però non toglie alle anime del Purgatorio né una scintilla di gioia né una scintilla di sofferenza.

 

LA SANTA CONCLUDE LA SUA DOTTRINA SULLE ANIME DEL PURGATORIO CON L'APPLICAZIONE DI CIO’ CHE ESPERIMENTA NELLA SUA ANIMA

Da due anni vivo nella mia mente la situazione delle anime del Purgatorio, e ogni giorno mi diventa sempre più chiara. Vedo la mia anima racchiusa nel mio corpo come se fosse in un Purgatorio, conformemente e similmente al vero Purgatorio, nella misura però che può essere sopportata da un corpo affinché non muoia, anche se in continuo aumento.

Vedo il mio spirito estraneo a tutte le cose, anche spirituali, che gli possono dare nutrimento, come potrebbe essere l'allegria, la gioia, la consolazione, e non ha la forza di gustare nessuna cosa, né temporale né spirituale, né con la volontà, né con la memoria, né con l'intelligenza, di modo che non posso dire: "Preferisco que­sta cosa a quella".

II mio intimo è a tal punto circondato, che tutte quelle cose che potevano dare sollievo alla vita spirituale o corporale gli sono state sottratte, e poiché gli sono state tolte, capisce che erano cose buo­ne di cui nutrirsi e confortarsi, ma nello stesso tempo, proprio per­ché ormai le conosce nella loro giusta luce, le odia, non le desidera e le lascia perdere senza alcuna opposizione.

Questo è perché lo spirito ha in sé l'istinto di liberarsi di ogni cosa che gli impedisca la perfezione, e lo fa con talmente tanta crudeltà che quasi si metterebbe all'inferno pur di raggiungere il suo obiettivo. Così toglie tutto ciò che può essere di nutrimento al­l'uomo interiore ed è così vigile da scorgere e bloccare con orrore la più piccola ombra di imperfezione.

Anche l'uomo esteriore, pur diverso dallo spirito, è ugualmente da questo assediato, per cui non riesce più a trovare cosa sulla ter­ra che gli offra un po' di refrigerio, secondo il suo naturale istinto.

Non resta altro conforto che Dio, il quale opera tutto questo solo per amore e con grande misericordia, per soddisfare la sua giusti­zia.

Questa consapevolezza dona una grande pace e gioia, comun­que non diminuisce la pena né l'assedio; ma troverebbe una soffe­renza maggiore nell'allontanarsi dalla volontà di Dio. Non si fugge da questa prigione e neppure si cerca di uscirne fin tanto che la Dio non abbia compiuto quanto necessario. La mia gioia sta nel fatto che Dio sia soddisfatto; del resto non potrei avere pena maggiore che quella derivante dall'uscire dalla volontà di Dio, tanto la vedo giusta e ricca di misericordia.

Tutte queste cose io le vedo e le tocco, ma non riesco a trovare parole idonee per dire quanto vorrei dire; quello che ho detto lo sento operare dentro di me, spiritualmente.

La prigione nella quale mi pare di essere è il mondo, il legame, il corpo. E l'anima, illuminata dalla grazia, riconosce l'importanza di essere trattenuta, a causa di qualche impedimento, dal poter con­seguire il suo fine; essendo però molto delicata, questo le dà una grande pena.

Da Dio riceve inoltre, per grazia, una grande dignità che la fa si­mile a Dio stesso; anzi, la fa un'unica cosa con Lui, facendola par­tecipe della sua bontà.

Poiché in Dio non vi è alcun dolore, man mano che l'anima si avvicina a Lui sente diminuire la sua sofferenza; quanto più ci si approssima a Dio, tanto più si partecipa a ciò che Lui è.

Tutto quello che non permette all'anima questa unione con Dio, dunque, è fonte di una sofferenza intollerabile: la pena e il ritardo rendono dunque l'anima diversa dal suo Signore e da quelle carat­teristiche che sono in Lui e che l'anima ha per natura e che per grazia le sono mostrate; non potendole avere, ma essendo poten­zialmente capace di averle, prova grande sofferenza, e il suo dolo­re è proporzionato alla stima che ella ha di Dio.

La stima, poi, è tanto maggiore, quanto più conosce Dio, e tanto più lo conosce, quanto più è senza peccato; quindi ciò che le im­pedisce l'unione con Lui diventa un tormento terribile.

Come un uomo che si lascia ammazzare piuttosto che offendere Dio sente la sofferenza della morte ma anche la luce di Dio che gli

infonde forza e gli fa stimare più importante l'onore di Dio che la morte fisica, così l'anima, conoscendo il volere di Dio, ritiene quella volontà più importante di tutte le possibili sofferenza interiori o este­riori che ci possano essere, per terribili che siano. Questo perché Dio, per il quale si fa questo, supera ogni cosa che si possa sentire o immaginare.

L'anima è così immersa in Dio che non considera più nulla all'infuori di Lui; perde qualsiasi cosa le sia appartenuta, e non vede, non parla e neppure sente danno o pena in se stessa, come proprietà, ma di tutto ha cognizione in un istante al momento della morte, come si è detto sopra.

Concludendo, capisco che Dio fa perdere all'anima tutto ciò che è umano e la purifica in Purgatorio.

 

UN GRAVE DOVERE DI CARITA’ VERSO I MORIBONDI

Si è detto finora quanto sia importante procurare il suffragio alle anime dei purgatorio. Non va però dimenticato che la Chiesa, nel­la sua materna misericordia e per espressa volontà del Signore, of­fre la possibilità ai morenti, sinceramente pentiti, di otte­nere l'indulgenza plenaria dei loro peccati.

Perciò è grave dovere di carità fraterna procurare a chi sta morendo il dono dei santi Sacramenti (la Confessione, l'Unzio­ne dei malati e la Comunione) e chiedere al sacerdote che im­partisca la Benedizione Papale perché il morente possa ottene­re l'indulgenza plenaria, o almeno parziale, e accedere immediatamente, o al più presto, in Paradiso.

In caso di necessità basterà che egli dica:

"PER L'AUTORITA A ME CONFERITA DALLA SEDE APOSTOLICA, IO TI CONCEDO L'INDULGENZA PLENARIA E LA REMISSIONE DI TUTTI I PECCATI: NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO (+) E DEL­LO SPIRITO SANTO. AMEN."

APPENDICE 1

SANTA MONICA... donna esemplare e piena di virtù, la madre del grande Sant'Agostino, sentendosi prossima alla morte (+ 387), raccomandò ai due figli una sola cosa: "Seppellirete questo corpo dove meglio vi piacerà. Soltanto di questo vi prego: ricordatevi di me all'altare del Signore."

 

SAN BEDA IL VENERABILE... monaco e sacerdote, prossimo alla morte (+ 735), a chi lo assisteva disse: "Corri presto e conduci da me i sacerdoti del monastero". Ammonì tutti scongiurando di celebrare per lui delle Messe e di pregare con insistenza, cosa che quelli promisero volentieri.

 

SAN TOMMASO MORO... prima di morire martire (+ 1535) per la sua fedeltà al Signore, disse: "L'infinita bontà del Signore, per i meriti della sua amarissima passione, farà sì che le mie sofferen­ze servano a liberarmi dalle pene del purgatorio e ad ottenermi la ricompensa desiderata in Cielo".

 

Tre Santi... tra i molti che si potrebbero citare che, pur con una vita piena di meriti, non hanno dato per scontato di andare su­bito in paradiso.

San Tommaso Moro ci ricorda che in questa vita, con le nostre buone opere, soprattutto con le sofferenze, possiamo ridurre il no­stro purgatorio, o evitarlo del tutto, se il nostro amore sarà così grande da essere interiormente disposti a dare la vita per il Signo­re.

Santa Monica e San Beda il Venerabile, ci ricordano invece il valore delle preghiere e soprattutto delle Sante Messe per le anime dei defunti, anche per chi fosse morto in concetto di santità.

E noi, siamo altrettanto solleciti nel cercar di ridurre il no­stro purgatorio e quello delle povere anime con la preghiera, con le opere di carità, con le penitenze e con le indulgenze che la Chiesa ci concede...?

 

APPENDICE 2

 

VENGO DAL PURGATORIO

Nella prima guerra mondiale molti cappuccini avevano dovuto lasciare i conventi perché chiamati alle armi.

Nel convento di San Giovanni Rotondo c'erano soltanto pochi novizi, il superiore Padre Paolino da Casacalenda e Padre Pio.

Nel 1918, una sera Padre Pio stava riposando al piano terreno del convento, in una stanza della foresteria. Era solo e si era da po­co disteso sulla branda quando, improvvisamente, ecco comparirgli un uomo avvolto in un mantello nero a ruota (molto diffuso tra la povera gente sul finire dell'800 e l'inizio del 900). Padre Pio, sor­preso, chiese a quell'uomo chi fosse e che cosa volesse.

"Sono un'anima del purgatorio, Pietro di Mauro. - disse - Sono morto in un incendio il 18 settembre 1908, in questo convento che, dopo l'espropriazione dei beni ecclesiastici, era stato adibito ad ospizio per vecchi. Sono morto fra le fiamme, sorpreso nel sonno sul mio pagliericcio, proprio in questa stanza. Il Signore mi ha concesso di venire dal purgatorio per chiedervi di applicare a me la vostra Santa Messa di domattina. Grazie a questa Messa potrò entrare in paradiso."

Padre Pio gli assicurò che avrebbe applicato a lui la sua Messa, poi... ma ecco le parole di Padre Pio: "Io, volli accompagnarlo alla porta del convento. Mi resi pienamente conto di aver parlato con un defunto solo quando, appena usciti sul sagrato, l'uomo, che era al mio fianco, scomparve improvvisamente. Devo confessare che rientrai in convento alquanto spaventato. A Padre Paolino da Ca­sacalenda, superiore del convento, al quale non era sfuggita la mia agitazione, dopo avergli spiegato quanto mi era accaduto, chiesi il permesso di celebrare la Santa Messa in suffragio di quell'anima."

Qualche giorno dopo, Padre Paolino volle fare un controllo. Re­catosi all'anagrafe del comune, richiese e ottenne il permesso di consultare i registri dei deceduti.

Nel registro del 1908 lesse: “In data 18 settembre 1908, nell'in­cendio dell'ospizio, è perito Pietro di Mauro, fu Nicola”.

 

SONO ANCORA IN PURGATORIO

Una sera, - è Padre Pio che racconta - mentre da solo ero in coro a pregare, sentii il fruscio di un abito e vidi un giovane frate trafficare all'altare maggiore, come se stesse spolverando i cande­labri e sistemando i portafiori. Convinto che a riordinare l'altare fos­se Fra Leone, essendo l'ora della cena, mi accostai alla balaustra e gli dissi. "Fra Leone, vai a cenare, non è questo il tempo di aggiu­stare e spolverare l'altare". Ma una voce, che non era quella di Fra Leone, mi rispose: "Non sono Fra Leone". - "E Chi sei?", chiesi io.

"Sono un vostro confratello che fece qui il noviziato. I superiori mi diedero l'incarico di tener pulito e ordinato l'altare maggiore per tutto l'anno di prova. Purtroppo, più volte mancai di rispetto a Ge­sù passando davanti all'altare senza riverire il Santissimo Sa­cramento presente nel tabernacolo. Per questa grave mancanza sono ancora in purgatorio. Ora il Signore, nella sua infinita bontà, mi manda da voi perché stabiliate fino a quando dovrò soffrire in quelle fiamme di amore. Mi raccomando e voi..."

Io (è sempre Padre Pio da Pietrelcina che racconta), credendo di essere generoso verso quell'anima sofferente, esclamai: "Vi sta­rai fino a domattina, fino alla Messa conventuale".

Quell'anima urlò: "Crudele!". Poi cacciò un grido e sparì. Quel grido di lamento mi produsse una ferita al cuore che sento da allora e che sentirò per tutta la vita.

Io, che per delega divina avrei potuto mandare quell'anima immediatamente in paradiso, la condannai a rimanere un'altra notte nelle fiamme del purgatorio.

E noi, possiamo dire che stiamo facendo tutto il possibile per le povere anime del purgatorio...???

"LA VITA CI È STATA DATA PER CERCARE DIO, LA MORTE PER TROVARLO, L'ETERNITA’ PER POSSEDERLO."

(Jacques Nouet)

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